|
ABAN
intervista
esclusiva |
|
.jpg)
|
|
“ORGOGLIO
LECCESEâ€
|
|
Aban,
leccese del ’79, è attivo nella scena hip hop dal lontano ’96. Nel
corso degli anni si segnala come freestyler di valore e si impegna a
fondo, con diverse modalità , per diffondere la musica e la cultura hip
hop e ragga a Lecce e nel Salento. Da sempre in molteplici progetti
legati a musica ed eventi connessi, dal 2006 fa parte della crew South
Fam di cui è uno dei fondatori. Dopo l’uscita nel 2007 di “S.U.D.â€,
album della crew, Aban si presenta in questo 2008 con il suo esordio
solista, “La bella Italiaâ€: il titolo non potrebbe essere più
ironico e prelude ad un disco duro e fiero che parla senza timore di
tutto il marcio che questo paese riesce a condensare dietro al suo
aspetto “da cartolina†e che purtroppo finisce per colpire in misura
maggiore, anche se non esclusiva, proprio le regioni più meridionali.
Gli abbiamo fatto qualche domanda.
Ti
ricordi di quando hai avuto la “fulminazione†definitiva per il rap
e l’hip hop? Parlami dei ricordi che hai di quel momento: come è
stato?
ABAN: E’ stato più o meno nel ’96: la fulminazione fu un disco,
“Bacdafucup†degli Onyx (Def Jam 1993, n.d.r.). Nel frattempo avevo
cominciato a dipingere e poi, si sa come va, una cosa tira
l’altra…sei dentro senza accorgertene. Ho imparato a fare rap da
autodidatta, ascoltando moltissima roba e facendo solo freestyle per i
primi due anni. La cosa che più mi spingeva ad andare avanti era il
fatto che riuscivo a rendermi conto da solo che più mi allenavo più
miglioravo, senza avere un maestro o un professore pronti a giudicarmi.
Sentivo che era roba mia, prodotta unicamente
dal mio impegno, qualcosa che non puoi né comprare né
rubare...te lo devi sudare per forza.
Cosa
significa per te spingere un certo suono ed una certa realtà rimanendo
in quella che è sempre stata la tua città (inevitabilmente lontana dai
luoghi in cui “sembra succedere tuttoâ€)? Che valore ha per te?
A:
Diciamo che è un po’ come voler riscattare LECCE per quanto riguarda
il rap. E’ una questione personale, devo tantissimo alla mia città e
alle mie radici: sono loro che hanno formato il mio carattere, loro che
mi hanno insegnato i valori che regolano il mio modo di agire, loro che
mi hanno insegnato l’importanza di saper essere umile ma sempre fiero
di ciò che sono.
Tutto
questo è stato sottolineato ancora di più nel momento in cui mi sono
spostato da casa, sia da bambino per motivi famigliari, sia verso i
vent’anni quando ho trascorso tre anni a Perugia. Quei periodi mi
hanno segnato particolarmente, mi hanno fatto sentire sulla mia pelle
quanto si può soffrire lontano dalle tue radici. Quello che posso fare
per sdebitarmi nei confronti della mia terra e portare più in alto
possibile il ‘rap made in Lecce’ a livello italiano. Questo è tutto
quello che ho di più importante da regalare alla mia città .
|
|
Il
rap è da sempre mezzo di espressione di realtà emarginate e “senza
voceâ€: quanto, secondo te, conserva di questo suo potenziale
“rivoluzionario†ancora oggi?
A:
E’ una domanda molto generica, ma se devo riferimi generalmente alla
situazione sia nazionale che d’oltreoceano direi che sicuramente è
cambiata rispetto agli anni ‘90. Prima il messaggio in un testo era
fondamentale quanto il beat: oggi diciamo che c’è tanta roba con
belle basi e testi del cazzo, ma ciò non toglie che ci siano ancora
tanti che fanno rap per dire qualcosa di serio.
Che
radici ha la forte connessione che hai con la Dogo Gang? Come
nasce?
A:
Nasce
tutto per caso, non ricordo il periodo, ricordo che loro dovevano ancora
uscire con “Mi fist†e ci beccammo qui da noi a Lecce. Stavamo
suonando
ad
una serata e loro ci si trovarono in mezzo. Fu, diciamo, un’amicizia
immediata al di fuori di tutto quello che poteva essere il rap, anche se
poi faceva sempre da contorno. Da lì in poi cominciammo a beccarci un
po’ in tutte le manifestazioni tipo ‘Flava /2 The Beat’ e, spesso,
quando ci capitava qualche evento ci chiamavamo a vicenda: abbiamo fatto
parecchie date insieme. Oltretutto per quasi quattro anni di seguito
scendavano qua d’estate. Poi il resto si sa.
Ti
danno fastidio i paragoni e le analogie che da più parti vengono fatti
tra la tua estetica rap/hip hop e quella, appunto, della Dogo Gang?
A:
Mi danno fastidio i paragoni e basta, come darebbero fastidio a
qualunque altro artista. Qui nessuno è uguale a nessuno. E poi vorrei
proprio capire su cosa si basano questi paragoni, in base a cosa? Ai
testi? Sono totalmente diversi a mio parere. Il sound? Boh. Io mi sento
me stesso e basta. Ai signori critici direi di ascoltare un po’ più
di roba americana se cercano affinità o similitudini riguardo agli MC
italiani.
|
|
Quanto
conta per te che rap ed hip hop possano arrivare ad avere anche in
Italia la dignità che hanno in molti altri paesi? Io la considero un
po’ una missione: volevo sapere se per te è lo stesso...
A:
Conta molto di sicuro, ma in fondo io fondamentalmente l’ho sempre
fatto per la mia gente, e se piace alla mia gente sento già di avere il
livello più alto di dignità che possa desiderare dalla mia musica.
Qual’è
il più grande obiettivo che vorresti raggiungere come artista?
A:
Lavorare per sempre e solo con la musica…nient’altro.
|
|
|
Vuoi
ringraziare qualcuno e/o fare qualche ‘shout out’?
A:
Tacco, Brigante e Nizar, Mirko, Carlo, Diego, Dna, Lil Ma.
Grazie
del tempo dedicato a rispondere a queste domande ed in bocca al lupo per
tutto!
A:
Prego, crepi il lupo!
Per
correttezza va segnalato che questa intervista è avvenuta via mail
(abbiate pietà : era pieno Agosto!), senza quindi la possibilità di
approfondire certi punti e di spiegare alcune posizioni. La cosa che più
mi preme è sottolineare come qui non si sia assolutamente affermato che
Aban
sia uguale ai Club Dogo, ci
mancherebbe.
|
|
|
Ci
sono elementi di somiglianza a livello stilistico e comunicativo ma
questo non significa "squalificare" nessuno: si tratta
semplicemente di analogie e collegamenti che, in una stessa scena
nazionale sono piu' che normali e fisiologici. Ad ogni
modo complimenti ad Aban che dovrebbe essere certamente preso ad esempio
da molti per l’impegno e la convinzione con cui porta avanti il suo
lavoro e per la carica genuina – al limite dell’irruenza giovanile
– che ci mette: il carattere c’è eccome. Avanti così!
|
|
www.myspace.com/765aban
Michele
Cavagna
mikelekavagna@yahoo.it
www.myspace.com/mikelekavagna |

|