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CAL (Dipset)
“Diplomaticamente
scorrettoâ€
Â
intervista
esclusiva
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La
crew Diplomats, più comunemente nota come Dipset, è una realtÃ
newyorkese - anzi di Harlem - ormai ampiamente affermata ed influente.
Piaccia o meno ha avuto e continua ad avere una notevole importanza
nell’hip hop a stelle e strisce ed ha ancora delle “cartucce da
sparareâ€: oltre al leader Jim Jones e all’arcinoto e tecnicamente
copiatissimo Juelz Santana, ci sono altri membri meno noti ma comunque
parte della crew. Cam’ron, 40 Cal, Hell Rell, Freekey Zekey, JR Writer
e Duke Da Dog sono attivi sul mercato da diversi anni e con modalitÃ
differenti: 40
Cal in
particolare si è reso protagonista di numerosi mixtape piuttosto
apprezzati nel circuito statunitense - “40 Caloriesâ€, “Broken
Safetyâ€, “40 To Lifeâ€, “Broken Safety 2â€, “Trigger Happyâ€,
“Trigger Happy 2â€, “40 To Life pt.2â€. Nell’imminenza di una
sua nuova uscita con “Moogaâ€, il 5 Agosto, abbiamo avuto la
possibilità di scambiare qualche battuta con questo membro della crew
Dipset non conosciutissimo in Italia.
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Il
primo Aprile sei uscito con “The Yellow Tapeâ€â€¦cosa puoi dirci di
quel lavoro? Lo consideri il tuo primo disco ufficiale o un mixtape?
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40
CAL:
Non saprei…a dir la verità avrebbe dovuto essere un DVD: avrei dovuto
seguire meglio la promozione e la grafica di copertina per rendere
chiaro questo punto. In realtà quelli dell’etichetta mi hanno un
po’ “raggirato†facendolo uscire come CD+DVD e questo confonde
molto le idee alla gente, me ne sto rendendo conto in queste settimane.
Sei
soddisfatto di come è stato accolto dal pubblico?
40:
No, per niente. Il fatto che l’abbiano promosso come CD con DVD
incluso mi ha molto irritato: andava promosso come DVD o, al limite,
come DVD con CD allegato, quindi esattamente il contrario di come è
stato fatto. Comunque non voglio dire cose pesanti adesso…è andata
così e basta, cosa vuoi farci?
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Quasi
tutti i tuoi numerosi mixtape del passato sono usciti per etichette
diverse. Come mai?
40:
Nelle esperienze che ho avuto mi sono accorto che molta gente non tratta
gli artisti in maniera corretta: spesso non vengono rispettate le idee
dell’artista e si finisce per costruirgli intorno un’immagine
falsata, o con un marketing sbagliato o addirittura a livello
realizzativo. Poi c’è anche il mio avvocato che mi consiglia sempre
di considerare ogni progetto come una cosa a sé e quindi di realizzare
un prodotto e poi cambiare referente discografico: chiaramente ci
sarebbe la possibilità di considerare un secondo progetto con una
stessa etichetta ma questo dipende dal fatto che la prima volta tutto
sia stato fatto al meglio; come ti ho già detto, è molto difficile che
questo accada e a me, con i miei mixtape, non è quasi mai successo.
Cosa
puoi dirci invece di “Mooga� Uscirà il 5 Agosto…
40:
Lo considero il mio lavoro migliore: ho investito molto tempo ed energia
in questo progetto e mi aspetto molto dalla sua realizzazione. Penso di
aver “toccato†anche dei generi che di solito non considero: chi mi
ascolta è abituato al “bang-bang/punchlineâ€, ad un certo suono e a
certi testi. Con “Mooga†ho cercato di variare un po’ le cose:
sono presenti alcuni pezzi con una scrittura più concettuale e meno
‘street’ ed ho cercato di utilizzare anche sonorità per me
abbastanza nuove: ad esempio c’è un pezzo spagnoleggiante, un vero
pezzo da club come non ne avevo mai realizzati.
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Il
titolo è curioso “Money Overceeds Other Gansta Activities†(“Il
denaro prevale sulle altre attività gangstaâ€). Cosa vuoi intendere
con questo titolo?
40:
Diciamo che ho voluto usare il termine “mooga†come acronimo di
“Money Overceeds Other Gansta Activitiesâ€. In realtà c’è un
doppio significato: “moogaâ€, nel gergo di strada significa “denaro
sporcoâ€, soldi provenienti da attività illegali. Mi piaceva l’idea
di utilizzare questo termine di slang urbano e così mi è venuto in
mente di usarlo come acronimo per una frase che descrivesse un po’ un
certo tipo di attitudine ‘street’.
Possiamo
considerarlo il tuo primo album ufficiale?
40:
Mmm,
direi di no. Sicuramente si avvicina molto a come vorrei fosse un mio
vero album ma lo considero una specie di via di mezzo tra un mixtape ed
un album.
Cosa
puoi dirci dello stato attuale della crew Dipset? Ci sono ancora screzi
tra alcuni di voi?
40:
In questo momento è come se fossimo tutti nello stesso locale ma ognuno
sedesse ad un tavolo diverso: questo è il modo migliore che trovo per
descriverti l’attuale situazione della nostra crew. Anche i dissapori
che ci sono stati in passato tra alcuni di noi sono roba vecchia che non
potrebbe mai prevalere sugli interessi che abbiamo tutti insieme. La
famiglia Dipset non è in discussione e rimane il principale riferimento
per tutti noi ma per ora ognuno è impegnato sul proprio progetto
personale.
Qual’è
stato, secondo te, l’impatto del fenomeno Dipset sul rap e sull’hip
hop americano?
40:
Abbiamo già avuto un grosso impatto sull’immaginario collettivo per
le nostre storie personali ed il nostro stile di vita ma anche a livello
di abbigliamento la nostra impronta si è fatta e continuerà a farsi
sentire. In questo momento siamo visti come originatori di mode e trend
e questo sta influenzando un po’ tutta l’industria
dell’abbigliamento urban. Ad ogni modo, per quanto mi riguarda,
‘Dipset’ è più uno stile di vita, e trae origine ed energia da
quella che è stata la storia di ognuno di noi: difficoltà e tante
porte in faccia ma alla fine il successo; ce l’abbiamo fatta e quindi
ora facciamo un po’ come più ci piace. Io la vedo così.
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Possiamo
aspettarci l’uscita del nuovo album di gruppo, “Diplomatic Immunity
3â€, per quest’anno?
40:
Sinceramente non credo che “Diplomatic Immunity 3†uscirÃ
quest’anno. E’ più probabile che in tempi così brevi esca “More
Than Music vol.1â€, che comunque rappresenterebbe un album di tutta la
crew e quindi avrebbe un significato simile come progetto.
Siamo
nel 2008: come vedi il rap americano in questo particolare momento
storico?
40:
La cosa che influenza maggiormente la scena hip hop negli Stati Uniti,
come nel resto del mondo, è internet: tutte le nuove possibilità che
la rete dà alla gente per seguire gli artisti ed essere sempre
informati comportano anche che sempre più spesso si possa scaricare in
un attimo e gratuitamente quello che ad un artista è costato fatica e
duro lavoro.Â
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Questo
non può che far male al mercato discografico perché si vendono sempre
meno dischi.Ritengo che internet sia una benedizione dal punto di vista
della condivisione democratica e dell’arricchimento culturale
personale di tutti ma che allo stesso tempo sia una maledizione per il
corretto funzionamento del mercato discografico: da questo punto di
vista più cresce la rete e peggio è per il mercato. D’altra parte
cosa vuoi farci? E’ una tendenza chiaramente irreversibile e quindi
non ci resta che aspettare e vedere che ne sarà di noi. Una cosa che mi
fa arrabbiare è il fatto che alcuni artisti, come 50 Cent, rendano
disponibili dei loro mixtape per il download gratuito: così
“alleni†i fan a scaricare gratuitamente la musica, tua e degli
altri; in questo modo anche chi magari non sapeva come scaricare
gratuitamente viene istruito su come farlo e questa mi sembra una
pessima tendenza. Certo ormai ci sono artisti che fanno un sacco di
soldi anche cedendo i diritti dei propri pezzi per le suonerie dei
cellulari: capisci che però in questo modo va avanti solo chi è giÃ
molto famoso; per gli altri invece diventa veramente dura.
C’è
grossa aspettativa in tutto il mondo per le prossime elezioni
presidenziali americane: speri che vinca Barack Obama o ti schieri con
altri neri repubblicani?Â
40:
Voterò sicuramente per Obama e spero che lo facciano anche molte altre
persone.
Pensi
che un presidente nero potrebbe fare qualcosa di nuovo?
40:
Mmmh, sì. Penso che ci sarebbero parecchi cambiamenti che porterebbero
inevitabilmente a reazioni contrapposte e controverse ma che
aumenterebbero la discussione sui problemi dell’America: credo che sia
possibile una gestione più umana e condivisa della politica e dei
problemi che la gente vive nelle nostre strade e nelle nostre città .
Vedremo…
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COVER
CD
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Chi
sono gli artisti che preferisci in questo momento? Quali dischi ascolti
di più?
40:
Mah,
ascolto molte cose diverse, mi piace sentire lavori nuovi per
confrontarmi con quello che gli altri artisti hanno da proporre di
innovativo. Non saprei farti dei nomi in particolare. Ultimamente ho
ascoltato un po’ il disco di Lil’ Wayne ma sopprattutto per capire
il perché di tutto il frastuono mediatico intorno al suo disco. Mi
piace anche ascoltare le mie cose ogni tanto.
Qualche
artista in particolare con cui ti piacerebbe collaborare?
40:
Sì…mi piacerebbe moltissimo collaborare con Michael Jackson.
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E’
stato un piacere parlare con te. Su la testa e in bocca al lupo per “Moogaâ€!
40:
Grazie
per gli auguri e per l’intervista: mi ha fatto piacere.
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40
CAL parla lentamente ed in maniera piuttosto compassata ma è
tutt’altro che un invasato o un esaltato: è molto pragmatico e
concentrato su quello che fa. La chiacchierata con lui è stata
piacevole ed è scivolata via abbastanza facilmente: non è uno che
parli molto ma perlomeno risponde alle domande chiaramente e senza
cercare mai di eluderle. Considerando lo stile Dipset ci si poteva
aspettare un atteggiamento più posato e “da duro†ma questa era
un’intervista, non un video: gli americani hanno tanti difetti ma
sulla professionalità non scherzano per niente.
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Michele
Cavagna
mikelekavagna@yahoo.it
www.myspace.com/mikelekavagna |

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